Riporto una intessante riflessione di Ilvo Diamante trovato su Repubblica del 23/01/09 da Paolo che trovate per intero al seguente link.(http://www.repubblica.it/2007/02/rubriche/bussole/rotatoria/rotatoria.html?ref=hprub)
La rotonda. La rotatoria. Difficile trovare una metafora migliore per rappresentare una società che assiste, senza reagire, alla scomparsa del “suo” territorio e, insieme, delle relazioni fra persone. Anche perché stanno scomparendo gli spazi per parlare e perfino camminare. Così per comunicare si usano i cellulari. Naturalmente senza vivavoce, auricolari e quant’altro.
Una mano su volante e nell’altra il portatile. Con sprezzo del pericolo. Per sé e, soprattutto, gli altri.
Una società dove le regole si interpretano a proprio piacimento, a proprio vantaggio. Dove le persone se ne stanno sempre più sole o in piccoli gruppi di familiari e amici, racchiuse in nicchie, come le automobili, che le allontanano dagli altri e le rendono più aggressive. (Io quando guido sono un mostro). Non è la società liquida di cui parla Bauman. Questa è la “società rotonda”. O forse: rotatoria.
Pubblicato da villaggioliquido